Messina

Info Generali

Messina sorge ad una decina di km dalla punta nordorientale della Sicilia, sullo stretto che prende il nome dalla stessa città. Fu fondata dai Greci, che le diedero il nome di Zancle, in virtù della forma a falce (zancle in greco) del porto naturale. Visse il suo periodo d’oro tra il 1400 e il 1600, quando contese a Palermo il ruolo di capitale della Sicilia. La città, per la sua posizione, assume il ruolo di porta di accesso della Sicilia, e dal suo porto (storicamente importantissimo) transitano e si fermano navi da crociera di svariate compagnie, e la città riceve la visita di numerosissimi passeggeri. La città, in seguito a diversi disastri naturali – l’ultimo dei quali è il terremoto del dicembre 1908, e anche per i numerosi bombardamenti subiti durante l’ultimo conflitto mondiale, ha avuto un totale rifacimento del tessuto urbano. Oggi si presenta come una città nuova, a tratti moderna, con viali ampi e con un affaccio al mare nella zona nord, dal quale si gode una vista notevole, e un centro storico piccolo, che ruota intorno alla cattedrale, all’interno del quale restano comunque conservate numerose testimonianze di un passato importante dal punto di vista storico, residui di un passato pieno di fasti e con un grande miscuglio di stili, passando dal romanico al liberty, dalle influenze arabo-normanne al razionalismo con cui è stata ricostruita negli anni ’30. Da qui si può anche partire per un tour attraverso le bellezze che offre la sua provincia, come ad esempio Taormina, Tindari o le Isole Eolie, che la rendono, ad oggi, la seconda provincia del sud Italia e la prima in Sicilia per numero di turisti.

Cosa Vedere

Messina è una città ricca di storia, la quale nonostante le ripetute distruzioni subite nel corso dei secoli conserva ancora numerose testimonianze del passato, monumenti e musei che vale la pena di vedere. Il Duomo Il Duomo venne edificato durante il regno di Giustiniano. Sconsacrato dai musulmani e trasformato in moschea, l’edificio religioso messinese venne divinizzato nel 1197 alla presenza dell’arcivescovo Bernardo di Masio, dell’imperatore Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa, e della moglie Costanza d’Altavilla. Dal 300 vennero attuate alcune modifiche che stravolsero l’originale richiamo normanno. Fu totalmente demolito dal violento sisma del 1908 e successivamente subì un importante rifacimento negli anni ’20, che riportò alla luce la bellezza primordiale e parte delle opere artistiche più antiche. Pregevoli sono i mosaici e i monumenti funebri ed alcune statue di santi come il San Giovanni Battista di Antonello Gagini del 1525. L'organo della cattedrale è il secondo più grande d'Italia, uno dei più grandi in Europa. La Cripta occupa il sottosuolo del transetto e delle tre absidi. Nel corso del Seicento fu decorata per volere della Confraternita dei Mercanti - detta degli Schiavi di S. Maria - con stucchi, dorature e affreschi, alcuni restaurati o rifatti nel 1858. Ad oggi non è accessibile. Accanto al Duomo vi è il suo campanile, realizzato dopo il terremoto del 1908 per iniziativa dell’Arcivescovo Paino. Quello precedente, di epoca normanna ma più volte danneggiato, era stato demolito nel 1863. Il campanile contiene una figurazione meccanica che a mezzogiorno rievoca alcuni episodi della storia locale ed un grande orologio astronomico, realizzati nel 1933 dai fratelli Ungerer di Strasburgo. È stato inaugurato il 15 agosto 1933 e, grazie ai suoi 54 automi su 45 m di altezza, è tra i più grandi e più complessi orologi meccanici ed astronomici del mondo. Fontana di Orione Senza spostarsi dalla piazza del Duomo troviamo una delle più belle fontane rinascimentali mai realizzate, ovvero la Fontana di Orione, commissionata dall’allora senato messinese a Giovan Angelo Montorsoli, allievo di Michelangelo che successivamente realizzerà anche altre opere in città, per celebrare l’apertura del primo acquedotto cittadino. La fontana rappresenta il mitico fondatore della città, Orione, con il suo cane Sirio, circondati da elementi marini come i tritoni e con alla base la rappresentazione dei quattro fiumi più importanti, ovvero Ebro, Tevere, Nilo e Camaro, il torrente cittadino le cui acque alimentano la fontana. Scendendo poi da Via I Settembre, che comincia esattamente dalla fontana di Orione, possiamo poi trovare le “Quattro Fontane”, realizzate tra il 1666 e il 1742 per ornare uno degli incroci principali del centro cittadino, quello tra le vie Cardines e Austria. Le quattro fontane, a struttura angolare, presentavano un chiaro stampo barocco, con i mascheroni e il ricco apparato ornamentale che ripropone motivi tipici messinesi, legati al mondo marino come conchiglie, delfini, tritoni. Gravemente danneggiate dal terremoto del 1908, due di esse furono ricostruite nei pressi del sito originario, mentre le altre furono trasferite al Museo Regionale. Proseguendo invece dal Duomo in direzione della statua dedicata a Don Giovanni d’Austria troviamo la Chiesa dei Catalani, edificata dai Normanni nel periodo che va dal 1150 al 1200, secondo la tradizione sui resti di un tempio di epoca classica dedicato a Nettuno, col nome di Santa Maria di Castellammare, per via dell’omonima attigua fortificazione. Il sisma del 1908 la risparmiò nella struttura, ma fece crollare tutte le superfetazioni di epoca barocca ed i corpi di fabbrica addossati all’esterno del settore absidale, riportando alla luce le primitive strutture architettoniche. La chiesa è situata ad un livello inferiore rispetto a quello stradale attuale, innalzato a causa delle stratificazioni dei materiali accumulatisi dopo le devastazioni del sisma del 1908. La Chiesa dei Catalani presenta un eclettismo architettonico molto raro anche per altri monumenti normanni risalenti alla stessa epoca, grazie alle forti influenze arabe che ne hanno modificato la struttura, creando un unicum di bellezza architettonica. Fontana del Nettuno Un’altra opera importante presente all’interno del centro di Messina è la Fontana del Nettuno, la seconda fontana realizzata a Messina da Giovanni Angelo Montorsoli dopo la già citata Fontana di Orione: la fontana del Nettuno fu completata nel 1557 e originariamente collocata di fronte alla Palazzata sulle banchine del porto, nei pressi del Municipio, con le spalle rivolte al mare, probabilmente per simboleggiare il dio Nettuno che offre la ricchezza del suo mare alla città. Nel 1934 la fontana fu trasferita nell’attuale sito, poco più a nord, in piazza Unità d’Italia, per volere dell’allora prefetto, e ruotata di 180 gradi rispetto al verso originario cosicché oggi è rivolta verso il mare. Ciò ha alterato l’originario allineamento con le altre due importanti opere realizzate dal Montorsoli: la fontana di Orione e la Lanterna di San Ranieri. L’opera è una rappresentazione del dio del mare Nettuno, come fosse appena sorto dalle acque, che tiene incatenate ai suoi piedi i mostri marini di Scilla e Cariddi: è un'allegoria della forza fisica e morale della Città che doma le avversità. Quelle di Nettuno e Scilla sono copie realizzate nel corso dell’Ottocento, mentre i monumenti originali sono conservati al Museo Regionale. Il Sacrario di Cristo Re e il belvedere Il Sacrario di Cristo Re, la cui cupola è visibile da tutta la città, è situato sulla circonvallazione della città nel tratto intitolato Viale Principe Umberto, e raggiungibile a piedi dal viale Boccetta o dalla via Sant’Agostino. Il tempio si eleva su una altura che, panoramicamente, è una delle più belle di Messina, e sul quale si ergeva il Castello di Roccaguelfonia o Matagriffone, di cui è possibile scorgere i resti. Vista la sua posizione panoramica e strategica, qui fu l'Acropoli della città, poi fortezza bizantina e dimora durante la terza crociata di Riccardo I Cuor di Leone che vi soggiornò prima di continuare il suo viaggio verso la Terra Santa. In tempi più recenti fu anche carcere distrettuale. Sulla torre ottagonale del vecchio castello, nell’agosto 1935 è stata collocata una grande campana dedicata ai caduti di tutte le guerre, la terza d’Italia per dimensione, fusa con il bronzo di cannoni austriaci della Prima guerra mondiale. Davanti al Sacrario si apre una piazza panoramica intitolata al Montorsoli che offre una veduta straordinaria che spazia dal centro cittadino, con il suo caratteristico porto naturale a forma di falce, fino a Capo Peloro. Forte S. Salvatore e la lanterna del Montorsoli Il Forte S. Salvatore è l’elemento fondamentale delle fortificazioni volute da Carlo V e realizzate dall'ingegnere Antonio Ferramolino da Bergamo a partire dal 1537. La decisione di erigere la fortezza fu presa per rendere più efficace la difesa del porto e della città: la sua posizione strategica ne faceva uno strumento militare di estrema potenza. Sul torrione dell’antico forte San Salvatore sorge una stele a pianta ottagonale, alta 35 metri. La colonna in cemento armato, rivestita in pietra di Trapani, è sormontata dalla Statua della Madonnina simbolo della città. La Statua della Madonnina del Porto di Messina Venne inaugurata con una solenne cerimonia nel 1934 dal pontefice Pio XI che azionò da Roma il congegno che venne ideato e messo a punto da Guglielmo Marconi, con il quale si accesero le luci che illuminarono la stele, l'iscrizione sul muraglione del San Salvatore e l'aureola della Madonna. Recenti restauri hanno migliorato lo stato di conservazione della fortezza; l'accesso rimane tuttavia interdetto giacché la struttura si trova nell'area di una base della Marina Militare Italiana. Sempre all’interno dell’area della “falce” vi è la Lanterna del Montorsoli, il “Faro” di Messina, nato per avversare il mitico gorgo di Cariddi, è uno dei più antichi d’Europa e si erge imponente e maestoso sulla penisola di San Raineri. Fu edificata come parte integrante del sistema difensivo, in sostituzione della vecchia Torre Medioevale esistente nello stesso sito. La Lanterna è stata sempre inserita in un contesto militare e mai aperta al pubblico e non è pertanto visitabile. Oggi la Lanterna è ancora pienamente operativa come faro.

Come Muoversi

La città, data anche la sua particolare conformazione può essere attraversata in vari modi: il mezzo di trasporto principale per visitare il centro città è sicuramente il tram, o eventualmente lo shuttle (compie lo stesso percorso del tram per una buona parte della città, però permette di arrivare a Giampilieri e a Torre Faro, che sono irraggiungibili con il tram); c’è anche la possibilità di chiamare dei Taxi o eventualmente si può usufruire del servizio di noleggio auto fornito da PISTA.

Cosa Mangiare

La cucina messinese si basa in particolare sul pesce dello Stretto ed i frutti di mare di Ganzirri, ma è anche una cucina molto “di terra” e una pasticceria di qualità assoluta, meno zuccherata e più delicata rispetto al resto della Sicilia, con una specializzazione particolare in gelati e granite. Alcune specialità della cucina messinese sono la pasta, condita con il pesce come ad esempio nella versione della ‘gghiotta, oppure la pasta ‘ncaciata, le cui varianti sono infinite. Si tratta di pasta corta (generalmente rigatoni) lessata, condita con salsa di pomodoro, formaggio filante, piselli, carne, uova sode, melanzane fritte, e inserita in una teglia per completare la cottura in forno. Le braciole (di carne e di pesce) A Messina tutti sanno cosa siano le “braciole”. Nel resto d’Italia invece con questo nome vi proporranno un taglio di carne che con le braciole messinesi non ha niente in comune. Così troverete le braciole di pescespada o di spatola, (sottilissime fettine di pesce, ripiene di pane raffermo insaporito con pecorino, parmigiano, capperi tritati, aglio, prezzemolo e olio) che si possono cucinare alla brace o al sugo di ghiotta, ma anche braciole di vitello, di maiale o di pollo. I dolci Tra i classici senz’altro la cassata (torta di pan di Spagna con crema alla ricotta, farcita con glassa di zucchero e frutta candita), la pignolata (un mucchietto di pasta fritta (“pigne”) di varie dimensioni ricoperto di glassa bianca al limone e scura al cioccolato), i cannoli (cialda croccante fritta farcita della tradizionale crema alla ricotta), oltre a tutte le specialità legate a feste e ricorrenze nel corso dell’anno. Focaccia Regina del cibo veloce a Messina è senz’altro la focaccia, la cui versione tradizionale prevede una base di pasta per pizza farcita con pomodori a pezzi, scarola (verdura molto diffusa nel messinese), tuma (formaggio locale) e pezzi di acciughe, cotta in teglia nel forno. Arancino al sugo e la rosticceria Tra i “pezzi” preferiti dai Messinesi gli “arancini al sugo” (preparati di riso e zafferano di forma conica appuntita, con un ripieno a base di ragù di carne con piselli, formaggio tenero e prosciutto o mortadella, fritti), i “pidoni” (preparati di pasta lievitata ripieni di scarola, formaggio e acciughe, anch’essi fritti), le “mozzarelle in carrozza” (pane in cassetta farcito di mozzarella e besciamella, impanato e fritto).