Catania
Info Generali
Di etimologia incerta, una delle quali (prefisso greco katà- al nome del vulcano in greco Aitnè, appoggiata all’Etna) coglie la sua peculiare posizione, Catania sorge alle pendici del vulcano attivo più alto d’Europa. La sua storia, al pari di quella dell’intera isola, è un susseguirsi di dominazioni che la voglio capitale del Regno di Trinacria sotto quella aragonese del XIII - XV secolo. A differenza della città di Palermo, in cui le peculiarità architettoniche e artistiche delle diverse dominazioni si mescolano tra di loro, nella città di Catania si respira primariamente il barocco, poiché la stessa fu interessata da due eventi catastrofici (l’eruzione dell’Etna del 1669 e il terremoto della Val di Noto del 1693) che ne richiesero la quasi totale ricostruzione. Uno dei pochi luoghi a conservare la propria forma originaria è Castello Ursino, di epoca sveva. L’utilizzo della pietra lavica per la costruzione degli edifici, poi, conferisce alla città di Catania un aspetto peculiare. Dopo l’annessione della Sicilia al regno italiano, Catania subì un processo di trasformazione e modernizzazione che le conferì parte della connotazione attuale, con l’ampliamento di infrastrutture e strade e la costruzione di ville liberty e della passeggiata a mare. Catania è una città vivace, sotto diversi profili, che le ha permesso di sperimentare un proficuo sviluppo industriale, economico e culturale sin dal secondo dopoguerra e di specializzarsi in due settori produttivi particolari: quello elettronico (con la conseguente creazione dell’Etna Valley sul modello più famoso della Silicon) e quello chimico-farmaceutico. Con una popolazione di più di 300.000 abitanti e sede di una delle principali università siciliane, Catania offre anche un’intensa vita notturna, lungo tutto il centro storico e zone limitrofe, con locali che d’estate si trasformano in cosiddetti “caffè concerto”.
Cosa Vedere
Catania offre diverse attrattive. Qui elenchiamo quelle da non perdere: Castello Ursino e Museo Civico Voluto da Federico II di Svevia, fu sede del parlamento siciliano e dimora reale durante la dominazione aragonese. Nel tempo, mediante la costruzione di diverse fortificazioni, assunse anche un ruolo in ambito militare, che tuttavia non perdurò oltre il XVII secolo, in seguito ad ingenti danni subiti dalla struttura durante gli eventi catastrofici che interessarono la città di Catania sul finire del ‘600. Le sue sorti si risollevano nel XX secolo, intorno agli anni ’30 quando il comune di Catania decide di acquisire il Castello, ristrutturarlo e adibirlo a museo civico della città. Cattedrale di Sant’Agata Dedicata alla patrona della città, la cattedrale si affaccia su una piazza dallo stile tardo barocco ove antistante campeggia il simbolo della città, l’elefante di pietra, legato alle origini dei primi insediamenti nel territorio di Catania protetti da un elefante, appunto, che per favorirli allontanò tutti gli animali dalla zona. La cattedrale si eleva sulle rovine di un edificio termale ed è stata più volte distrutta e ricostruita, sino alla configurazione attuale che risale al XVIII secolo. In un interno solenne a tre navate è possibile ammirare il cosiddetto “fercolo”, la macchina votiva con cui viene condotto per le vie della città lo scrigno e il busto di Sant’Agata in occasione della festa patronale. Monastero dei Benedettini Fiore all’occhiello dell’arte tardo barocca e secondo monastero benedettino di grande d’Europa, il monastero di San Nicolò l’Arena (o la Rena, che in forma dialettale indica la sabbia rossa del vulcano), nel centro storico di Catania, è stato fondato nel XVI secolo ad opera di monaci benedettini di Nicolosi che, minacciati dalle eruzioni vulcaniche, ottennero il permesso di edificare entro le mura della città. Esso rientra tra i beni che sono riconosciuti come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e oggi ospita il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania. Villa Bellini Il giardino Bellini, il cui nucleo originale risale al ‘700 ed era appartenente ad un aristocratico catanese, è uno dei giardini più antichi della città. Nonostante le difficoltà occorse per trasformarlo in un giardino comunale e i fasti gloriosi di cui godette sino ad un certo periodo della storia catanese, villa Bellini da circa un secolo non riesce ad essere valorizzata per quel che merita. Tuttavia, merita una passeggiata tra i suoi viali alberati, tra cui quello suggestivo degli “uomini illustri”, ove è possibile ammirare busti marmorei dedicati a uomini che hanno fatto la storia d’Italia e di Catania (Verga, Mazzini, Capuana, etc.) Teatro Massimo “Vincenzo Bellini” Teatro lirico principale della città, situato nell’omonima piazza, fu inaugurato nel 1890 con la rappresentazione della Norma di Vincenzo Bellini ed è ancora oggi considerato il teatro con la migliore acustica del mondo. Dallo stile neobarocco della facciata accoglie 1200 posti, con quattro ordini di palchi e il loggione.
Come Muoversi
Catania è raggiungibile in aereo, treno, pullman, nave, taxi e auto. In città è possibile sportarsi con i bus di linea della municipale AMT e da poco è stato istituito il “Catania pass” che permette ai turisti di usufruire illimitatamente dei mezzi di trasporto, di accedere con sconti presso musei e attrazioni, nonché di ricevere sconti in negozi, ristoranti e altre attività convenzionate. Inoltre a Catania è in servizio il trasporto metropolitano, con eccezione della domenica e nei giorni festivi. Le zone limitrofe e gli altri capoluoghi di provincia sono raggiungibili attraverso il servizio di trasporto extraurbano fornito dalla compagnia AST.
Cosa Mangiare
Pasta alla norma dedicata alla più famosa opera di Bellini e di conseguenza il piatto più famoso della città, a base di melenzane fritte, pomodoro, ricotta salata e basilico. Carne di cavallo, Una tradizione tipica catanese ove è possibile imbattersi frequentemente in macellerie specializzate in carne equina e in alcune di esse, convertite in trattoria, è possibile fermarsi a gustarla. Minne di Sant’Agata Da città devota qual è non poteva mancare il dolce dedicato alla santa patrona che si rifà al suo martirio. Difatti a Sant’Agata fu evirato il seno per non aver voluto cedere alla corte del proconsole romano Quinziano. Le minne di Sant’Agata, dette anche minnuzze, sono piccole cassatine siciliane, a base di pan di spagna, ricotta zuccherata e pasta reale, a forma di seno il cui capezzolo è rappresentato da una ciliegia candita. Iris Pasta brioche fritta ripiena di crema o al cioccolato, tipico cibo da strada della tradizione siciliana. Scacciata Pasta di pane al forno ripiena di formaggio tipico locale, la turma, acciughe, pepe e olio. Esistono anche le varianti con broccoli, cavolfiore, patate e salsiccia.
Attività Popolari